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Emanuele Paniz nuovo Direttore del BNP

Al vertice del BNP, ente che deve certificare tutta la produzione del primo costruttore al mondo di armi sportive, un appassionato di armi esperto di balistica

Il consiglio di amministrazione del Banco Nazionale di Prova ha indicato Emanuele Paniz quale nuovo Direttore, scelta che è stata approvata dal Ministero per lo Sviluppo Economico. Ricordiamo che il BNP è un istituto con funzione pubblica che non ha mai beneficiato di alcun finanziamento da parte dello Stato. Nei venti anni di attuale presidenza ha sempre avuto un bilancio positivo, anche se di poco: pagate spese e tasse, è stato in grado di chiudere i bilanci con piccoli utili pur fornendo un servizio di vitale importanza per l'industria nazionale. Inoltre è riuscito a mantenere sempre al di sotto del tasso di inflazione le variazioni delle tariffe per le proprie prestazioni, fatto che assume particolare importanza se si considerano i maggiori oneri che sono derivati, per esempio, dalla classificazione delle armi svolta a partire dal 2012. Ogni sforzo e adeguamento tecnico è stato affrontato a Banco con le sue stesse risorse; anche i dipendenti, che rientrano nel contratto Metalmeccanici dell’Industria Privata, hanno stipendi tra i più alti del settore nella provincia di Brescia


Tutto ciò è stato possibile grazie alla capacità del Banco di lavorare in modo efficiente, rispondendo velocemente alle richieste di un settore fortemente produttivo. Solamente nel primo semestre 2018 è stata registrata una contrazione delle attività del Banco (-14% a maggio), che però è stata recuperata nel corso del secondo semestre, con un +2,9% rispetto al novembre 2017. È previsto che il mese di dicembre si chiuda con un recupero totale, arrivando a circa 750.000 pezzi bancati. Negli ultimi 20 anni sono stati provati in media 700.000 pezzi; negli ultimi tempi l'anno record è stato il 2014, quando è stata raggiunta la cifra di 1.000.000 di pezzi. La sola Benelli a ottobre 2018 è passata da 600 a 1.000 armi al giorno. Il costo medio di una operazione al Banco è di 6,00 euro e in media passano dal Banco 3.500-4.000 pezzi ogni giorno, con circa 75 persone impiegate. Per l’andamento del 2019 si attendono gli esiti delle fiere internazionali. Dopo marzo si definirà il premio di produzione per i dipendenti.
Affinché il Banco riesca a rispondere con elasticità e prontezza ai picchi di lavoro è indispensabile che mantenga la sua natura privatistica, senza quindi adeguarsi ai criteri delle aziende pubbliche: nel totale rispetto delle regole il Banco deve poter agire con autonomia decisionale.
L’Italia è il primo paese al mondo per la produzione di armi sportive che si riversano su tutti i mercati mondiali e il Banco è il tassello terminale di tutta la produzione italiana, che conta circa 200 aziende produttrici di armi e munizioni.
La denominazione completa di Banco Nazionale di Prova per le Armi da Fuoco e le Munizioni ci ricorda che l'attività del Banco si estende anche alla prova delle munizioni, ma non solo: sono testati anche certi accessori, come i giubbotti antiproiettile, gli elmetti, le auto blindate, i carri armati e altri mezzi blindati, il tutto a cura del laboratorio balistico interno. Questa attività è stata avviata dal precedente Direttore, Antonio Girlando, non è prevista per obbligo di legge ma porta parecchi introiti. In precedenza, in Europa, la sola Germania svolgeva questa attività: ora gli stessi tedeschi vengono in Italia a provare i loro mezzi blindati, anche per una questione di convenienza economica.
Il laboratorio è accreditato ISO/IEC 17025 per le attività di misurazione della pressione e della velocità: uno dei pochi al mondo ad avere questi requisiti.
La classificazione delle armi è l’operazione più complessa per il Banco, che in passato era svolta dal ministero dell'Interno; dal 2012 sono state classificate circa 9.800 armi. Da notare, infine che il Decreto Legislativo n. 104/2018 ha imposto al Banco il test anche per le armi a modesta capacità offensiva.
Il neo-direttore Emanuele Paniz ha 43 anni, è originario di Belluno ed è laureato in fisica; oggi risiede con la famiglia a Brescia. Collezionista e grande appassionato di armi e di balistica, fino al novembre 2018 ha fatto parte dell’Arma dei carabinieri, dove si occupava di balistica forense. Ha seguito per esempio le indagini sull’omicidio di Mauro Rostagno, di Francesco Fortugno e sul serial di Cassibile. Ha dichiarato: “Questa nomina rappresenta per me il coronamento di una carriera e di una passione”.

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