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Balistica

Scelta di vertice

Munizioni leader nel settore del tiro a segno ai massimi livelli, le cartucce Eley possono anche dare quel “qualcosa in più” nelle armi corte non propriamente agonistiche. L'importante è valutare attentamente caratteristiche, prestazioni e prezzi

di Paolo Tagini
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La Eley è in attività fin dal 1828 grazie a William e Charles Eley che fondarono a Londra una piccola azienda per la produzione di cartucce (con ciò intendendo l'involucro di carta che conteneva la carica di polvere nera e avvolgeva la palla, da usare nelle armi ad avancarica). In seguito, nel 1928, la Eley si trasferì a Birmingham, la città che è sempre stata il tradizionale centro della produzione armiera britannica.

continua la lettura a pag. 54 N. 65/2017

Come valutare una cartuccia

Grazie alla fisica e alla disponibilità di strumenti efficaci per la elaborazione dei dati, è possibile ricostruire il comportamento di un proiettile con un modello matematico e fare un confronto nelle stesse condizioni con altri proiettili

di Pompeo Scalorbi

Dalla seconda metà del secolo scorso, con le ricerche del Colonnello Jeff Cooper e le pubblicazioni di Marshall e Sanow sullo Stopping Power, sono stati fatti molti progressi nello studio della balistica terminale per impieghi di difesa personale, fino ad arrivare all’FBI Testing Protocol che stabilisce i criteri di prova e stila una graduatoria in base ai risultati riscontrati.

continua la lettura a pag. 98 N. 64/2017

IL TIRO PUNTATO-MIRATO™

1^ PARTE
IL TIRO MIRATO


di Tony Zanti,
CLET (Certified Law Enforcement Trainer)
BCETS (Board Certified Expert in Traumatic Stress)

Introduzione
In precedenti articoli abbiamo trattato le posizioni di tiro con l’arma corta, ossia le particolari e diverse impostazioni che il corpo umano assume – istintivamente o per abitudine appresa – allo scopo di utilizzare la pistola o il revolver a fuoco e colpire un bersaglio. Facendo riferimento al tiro reattivo, suddetto bersaglio è rappresentato da un aggressore il quale costituisce una seria minaccia nei confronti dell’operatore ed è identificato con un termine abbastanza significativo di Bersaglio Armato™. Si deve però tener presente che anche l’operatore costituisce un bersaglio armato. La presenza di (almeno) due bersagli armati nell’ambiente tattico comporta lo stravolgimento delle aspettative di chi si è allenato a colpire un bersaglio inerte (cartaceo o metallico), nella convinzione che il raggiungimento di un buon risultato (che identifichiamo con la rosata sulla carta o l’abbattimento sicuro del pepper) debba automaticamente tradursi nella vittoria (leggi: sopravvivenza) sul campo.

continua la lettura a pag. 96 N. 57/2016

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