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Armi Corte

Di tutti i colori!

Sommario: A prima vista potrebbe sembrare un’altra pistola con fusto in plastica e scatto sul modello Glock. In realtà la Strike One presenta degli interessanti aspetti innovativi, oltre a una gamma ormai ben articolata

di Carlo Cattaneo Della Volta
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Se così non fosse, non vedremmo un gran futuro per una giovane realtà come la Arsenal Firearms, nata nel 2011, perché ormai tutti i grossi gruppi industriali – alla fine anche Beretta ha ceduto con la APX – producono armi ispirate alla capostipite Glock e andare a scontrarsi con questi colossi, con un prodotto analogo, sarebbe stato molto difficile. Però, prima di analizzarne gli aspetti tecnici, vogliamo segnalare che la Strike One è prodotta in una gran quantità di varianti, così da venire incontro alle richieste dei vari utilizzatori. Innanzitutto c’è la Standard, il modello base, che ha il carrello ricavato per fresatura da un massello d’acciaio e finito con bruniture nera, canna inox e impugnatura in plastica in 3 possibili colori (nero, verde oliva e desert tan). Poi c'è la Strike One Cromata, simile alla Standard, ma con carrello cromato e fusto in polimeri di colore grigio chiaro.


continua la lettura a pag. 44 N. 45/2015

Economia di esercizio

Sta ottenendo un notevole successo, nel vasto panorama dei produttori di 1911, l’israeliana BUL che offre una gamma di pistole di buona qualità ad un prezzo concorrenziale. Tra queste la M5 Classic camerata in 9x21, una monofilare in acciaio dedicata al tiro dinamico sportivo ma non solo. La abbiamo un po’ strapazzata: avrà retto?

di Paolo Princi
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Non è facile accostare economia e risparmio quando si parla di pistole 1911 e le ragioni sono sostanzialmente due. La prima è che la creatura di J.M. Browning deve essere prodotta con criterio e con materiali di qualità per funzionare bene e a lungo, evitando il più possibile l’utilizzo di parti ottenute con la tecnica del MIM (Metal Injection Moulding) ed effettuando un attento e accurato assemblaggio delle parti. La seconda è la munizione impiegata poiché il .45 ACP non è certo economico sia utilizzando munizionamento commerciale che ricaricato (sono famose le sgomitate tra tiratori per recuperare i bossoli a terra, se ci fate caso al campo troverete qualche bossolo di 9x21 sfuggito alla bonifica ma MAI un .45!).

continua la lettura a pag. 32 N. 45/2015

Due canne, ma una per volta

La classica M&P 45 è ora offerta dalla Smith & Wesson in edizione limitata con due canne intercambiabili, una delle quali presenta la possibilità di montare in volata un compensatore o un freno di bocca

di Paolo Tagini
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Introdotta nel 2007, la Smith & Wesson Military & Police è diventata la pistola di grosso calibro per difesa e per uso di servizio più conosciuta fra quelle prodotte dalla Casa di Springfield. Il prezzo competitivo è stato sicuramente uno dei suoi punti di forza e ciò è stato possibile grazie alla realizzazione del fusto e di altre parti in polimero. La Military & Police non è però un’arma fatta al risparmio: al contrario vanta ottime particolarità, come ad esempio la canna e il carrello (splendidamente costruiti) d’acciaio inossidabile con una rifinitura superficiale, chiamata Black Melonite, che conferisce loro una durezza eccezionale.

continua la lettura a pag. 74 N. 44/2015

Piccole Glock crescono

L'allargamento della gamma della Casa austriaca verso il segmento delle pistole sub-compatte con caricatore monofilare ha, da un lato, permesso di conservare tutte le caratteristiche d'uso ben note all'utenza Glock, d'altro canto ha comportato qualche lieve modifica di ordine tecnico

di Paolo Tagini
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Ai numerosi modelli di pistole Glock finora era stato collegato, quasi automaticamente, il concetto di caricatore bifilare: quando fecero la loro apparizione, a metà degli anni '80 del secolo scorso, si era nella piena fase di sviluppo delle wondernines, le pistole in calibro 9 mm di nuova e più moderna concezione che, fra l'altro, facevano del caricatore ad elevata capacità uno dei loro più importanti atout. Per la verità, la Glock era già “sconfinata” una volta sul terreno del caricatore monofilare con il modello 36 calibro .45 ACP, pistola di scarso appeal che però si differenziava troppo poco in termini di ingombro dall'analogo modello 30 con caricatore bifilare. Nel 2014 è avvenuta la svolta: allo Shot Show veniva presentata la piccola Glock 42 in 9 mm Corto, mentre quest'anno è stata la volta del modello 43 calibro 9x19/9x21 IMI, presentata alla fiera professionale Bignami 2015. Entrambe sono pistole sub-compatte, alimentate da un caricatore monofilare da sei colpi, completamente nuove per quanto riguarda gli ingombri e, in parte, anche la meccanica

continua la lettura a pag. 60 N. 44/2015

Il revolver di Ike

Messo in produzione in seguito all'ingresso in guerra degli Stati Uniti, fu inizialmente destinato al personale non direttamente coinvolto nelle operazioni al fronte. Le ottime qualità del Commando ne fecero un revolver molto ambito che ebbe anche un estimatore famoso...

di Paolo G. Motta
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Durante la Seconda guerra mondiale la Colt 1911 A1 calibro .45 ACP non fu l'unica arma corta d'ordinanza dell'esercito degli Stati Uniti: accanto alla piccola semiautomatica Colt modello 1903 in calibro 7,65 Br. comparvero revolver in .45 ACP (il modello 1917, prodotto da Smith & Wesson e Colt) e in .38 Special. Il Colt Commando, ovvero un Official Police “in uniforme”, fu uno di questi ultimi. La serie Official Police secondo molti rappresenta l'esempio ideale di revolver classico su telaio intermedio (quello del Python, in termini dimensionali, per intendersi). Infatti l'Official Police ebbe un successo strepitoso, tanto che è considerato il miglior revolver a doppia azione prodotto dalla Colt.

continua la lettura a pag. 48 N. 44/2015

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