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Armi Corte

Il revolver di Ike

Messo in produzione in seguito all'ingresso in guerra degli Stati Uniti, fu inizialmente destinato al personale non direttamente coinvolto nelle operazioni al fronte. Le ottime qualità del Commando ne fecero un revolver molto ambito che ebbe anche un estimatore famoso...

di Paolo G. Motta
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Durante la Seconda guerra mondiale la Colt 1911 A1 calibro .45 ACP non fu l'unica arma corta d'ordinanza dell'esercito degli Stati Uniti: accanto alla piccola semiautomatica Colt modello 1903 in calibro 7,65 Br. comparvero revolver in .45 ACP (il modello 1917, prodotto da Smith & Wesson e Colt) e in .38 Special. Il Colt Commando, ovvero un Official Police “in uniforme”, fu uno di questi ultimi. La serie Official Police secondo molti rappresenta l'esempio ideale di revolver classico su telaio intermedio (quello del Python, in termini dimensionali, per intendersi). Infatti l'Official Police ebbe un successo strepitoso, tanto che è considerato il miglior revolver a doppia azione prodotto dalla Colt.

continua la lettura a pag. 48 N. 44/2015

Le rivali sfortunate

Oramai è noto a tutti che durante il turbolento periodo della cosiddetta Epopea del West non venne usata solo la Colt Single Action Army modello 1873, che in realtà fu affiancata da molte altre rivoltelle. Tra queste le sue più dirette antagoniste sotto il profilo meccanico ed estetico furono le Remington modello 1875 e 1890, oggi fedelmente riproposte dalla Uberti

di Francesco Battista
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Dopo essersi spartite praticamente alla pari il mercato militare dell’Unione durante la Guerra Civile, Colt e Remington intrapresero strade diverse al termine del sanguinoso conflitto: l’azienda di Hartford proseguì infatti alacremente la sperimentazione nel settore dei revolver, abbandonando quello delle armi lunghe (che per essa era sempre stato secondario), mentre la seconda si concentrò invece proprio su questo, investendo notevoli risorse sul suo nuovo fucile Rolling Block. Ma non per molto…

continua la lettura a pag. 50 N. 43/2015

La compatta definitiva?

Grazie a un migliorato sistema a freno di gas, la Walther CCP calibro 9 Parabellum si candida fra le più avanzate armi da difesa per quanto riguarda impostazione generale ed ergonomia di funzionamento. Per il momento non è prevista la versione in 9x21

di Saúl Braceras
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Prossima ormai ai suoi 130 anni di attività, la ditta Walther continua a sviluppare armi nuove e sempre migliorate, come la CCP calibro 9 Parabellum. Disponibile in due finiture, acciaio inossidabile o verniciata di colore nero con un bagno di Cerakote, abbiamo avuto modo di provare quest'ultima. Come la sorella, è consegnata in una valigetta di plastica accompagnata dal caricatore di riserva, dal manuale d'istruzioni, da uno scovolo per la canna, dal segnalatore di arma scarica, due mirini, un estrattore, due chiavi e l'attrezzo per lo smontaggio.
La CCP nasce dalla combinazione di progetti e concetti diversi al fine di realizzare un'arma ideale.

continua la lettura a pag. 40 N. 43/2015

Pistola innovativa o complicazione inutile?

Con la Walther PP e la Mauser HSc forma un'azzeccata terna di pistole compatte calibro 7,65 Br. che negli anni Trenta erano all'avanguardia tecnologica nel loro settore grazie allo scatto con la doppia azione. Delle tre, la Sauer – anche se la meno conosciuta – è stata la pistola che più si è discostata dagli schemi già noti

di Paolo G. Motta
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Attorno al 1935 i tecnici e la direzione commerciale della Sauer & Sohn di Suhl, in Germania, si resero conto che il mercato delle pistole semiauto per uso di polizia era dominato dalla Walther PP: di conseguenza corsero ai ripari, spronati anche dalle autorità militari che volevano una pistola ad azione mista di medie dimensioni da affiancare alla PP. I progettisti della Sauer decisero di battere delle strade inesplorate e non seguire la via tracciata dalla PP. Nacque cosi la 38 H, cioè la pistola modello 1938 (dall'anno in cui fu introdotta) con il cane interno armabile automaticamente (Hahnselbstspannung), che da molti è considerata la più innovativa arma della sua classe.

continua la lettura a pag. 60 N. 42/2015

Pensare in grande

Qualche anno fa la Ceskà Zbrojovka presentò la P-07, una nuova pistola semiautomatica di ultima generazione per difesa e servizio caratterizzata da un’ottima potenza di fuoco pur in presenza di dimensioni contenute. Visto il successo ottenuto con questo modello, la famosa azienda ceca ha ritenuto opportuno studiarne la logica evoluzione, ottenendo così la P-09

di Francesco Battista
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Presentata nel 2009, la CZ modello P-07 è una pistola semiautomatica progettata tanto per l’uso di servizio quanto per il porto in abiti civili, grazie a un impianto dimensionale definibile “semi compatto”: un’idea che, per quanto non nuovissima (volendo potremmo trovarne l’archetipo nella Colt Commander del 1950), ha sempre una sua validità, soprattutto per un’organizzazione di polizia che con un’arma siffatta può provvedere alle necessità sia del personale in uniforme, sia di quello investigativo.
I pregi della P-07, per inciso adottata pressoché immediatamente dalla polizia della repubblica Ceca, sono però ben altri e vanno dall’eccellente riserva di fuoco, grazie al caricatore capace di ben sedici cartucce calibro 9x19 o 9x21 mm, all’innovativo e apprezzabile sistema di scatto Omega, passando per l’estrema affidabilità tipica dei prodotti dell’azienda di Uhersky Brod.

continua la lettura a pag. 46 N. 42/2015

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