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Armi Corte

Government bonsai

Riducendo all'85% le misure lineari di una 1911 militare, la Browning ha creato una graziosa pistola in calibro .22 LR, ben fatta e curata, adatta tanto all'appassionato-collezionista quanto a chi vuole divertirsi a tirare in poligono

di Massimo Castiglione
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Il 2011 è stato l'anno delle grandi celebrazioni per il centenario della modello 1911: la ricorrenza è stata sfruttata da tutti i produttori di questa pistola con speciali allestimenti commemorativi. A pieno titolo poteva farlo anche la Browning Arms Corporation, ditta che non ha mai prodotto 1911, né militari né civili, ma che prende il proprio nome dal geniale progettista di questa eccezionale pistola. Lo ha fatto in maniera originale, rispetto alle idee un po' banali della concorrenza, allestendo una riproduzione di una 1911-A1 militare in calibro .22 LR che si differenzia per essere stata progettata e realizzata in scala ridotta (le misure lineari sono state portate all'85% dell'originale). In questo modo è stata creata una copia della 1911 che non si era mai vista in precedenza, perché sono sempre esistite versioni di questa pistola in .22 LR ma mantenevano le dimensioni originali; viceversa, la Browning 1911-22 (questo il nome dell'arma) è una gradevolissima pistola compatta che fa della leziosità tipica degli oggetti miniaturizzati il suo più importante punto di forza.

continua la lettura a pag. 68 N. 32/2014


Una 1911 in calibro 9

Benché anche la Colt abbia camerato qualche anno fa la sua Government Model in 9 Parabellum, le pistole tipo 1911 in questo calibro non sono mai state molte, se si eccettuano le copie di origine spagnola. Da qualche anno tuttavia, anche grazie a nuove discipline sportive nel campo del tiro dinamico, le cose stanno cambiando: diamo un’occhiata a una proposta dell’israeliana Bul Ltd in 9x21 IMI, da pochissimo giunta nel nostro paese

di Francesco Battista
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Per la grande maggioranza dei moltissimi appassionati della pistola 1911, o Government se si preferisce la denominazione civile originale, il solo immaginare che una di queste armi possa vedere la luce in un calibro diverso dal .45 ACP è poco meno che blasfemia: il binomio arma/munizione è in effetti talmente interconnesso sotto il profilo storico da essere diventato, in quello che si usa definire immaginario collettivo, inscindibile. Già la versione Super 38 in calibro .38 Super Auto viene, se non proprio tollerata, quanto meno considerata degna di nota soprattutto per i suoi legami con il periodo del gangsterismo americano degli anni Venti e Trenta e con nomi come il FBI, Melvin Purvis, John Dillinger e tanti altri: un altro esempio dell’aura di moderna leggenda cui è assurta – seppur in tempi alquanto recenti – la creazione di John Moses Browning.

continua la lettura a pag. 46 N. 32/2014

Arriva “la lunga”

Dopo quindici anni, i tecnici Steyr hanno deciso di affiancare alle versioni compatte e sub-compatte delle loro pistole semiauto da difesa e per uso di servizio un modello full size: l'L9-A1 calibro 9 Para, che abbiamo avuto modo di provare in Austria

di Paolo Tagini
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Nel 1999 fu presentata la pistola Steyr M-40 calibro .40 S&W, capostipite di una serie di armi corte destinate alla difesa personale e all’uso di servizio articolata su due linee di modelli: “M”, di dimensioni compatte, ed “S”, di dimensioni sub-compatte. Sono così comparsi i modelli: M-40 in .40 S&W, M-9 in 9x21 IMI e 9 Parabellum, M-357 in .357 SIG, S-40 in .40 S&W ed S-9 in 9x21 IMI e 9 Parabellum. Le Steyr “M” ed “S” nacquero con l’intento di proporre un’evoluzione della Glock e non a caso sono anch’esse costruite in Austria; fu sottolineata in modo particolare, quale elemento qualificante, la presenza di una sicurezza a inserimento manuale. Le differenze fra le Steyr e le Glock erano però numerose e tali da decretare una loro effettiva peculiarità.

continua la lettura a pag. 34 N. 32/2014


COSTA QUEL CHE COSTA

.... ma vale davvero quello che costa? Grazie alla disponibilità dell'importatore Tactical73 abbiamo messo alla frusta il primo esemplare giunto in Italia della Nighthawk Custom Costa Recon calibro .45 ACP, una 1911 raffinata per clienti dal palato fino che vogliono una pistola senza compromessi, ma che sono attenti anche ad essere "really tacticool"!

di Paolo Princi
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Costa, chi era costui? Noto con il soprannome di The Beard (la barba) Chris Costa è un personaggio molto conosciuto nel panorama tattico-didattico mondiale; inizia la sua carriera nella Cost Guard americana per poi continuare nella sicurezza privata con numerosi incarichi in Medio Oriente e in altri teatri operativi. Negli anni sviluppa tecniche di tiro innovative che decide di divulgare fondando una scuola; diventa così presidente della Magpul Dynamics. Nello staff della nuova scuola si aggiunge Travis Haley e insieme inizieranno a divulgare il loro "verbo" tramite una serie di DVD di grande successo. La prima serie "The Art of the Tactical Carbine", incentrata sull'utilizzo della piattaforma AR-15, verrà seguita da altri DVD riguardanti l'utilizzo delle armi corte, shotguns e carabine sniper. Tutti i filmati sono caratterizzati da un ritmo molto veloce, spiegazioni chiare, regia di tipo cinematografico ed una piccola dose di umorismo.

continua la lettura a pag. 44 N.31/2014


La nuova sfinge

La Sphynx Systems SA di Interlaken, in Svizzera, è un’azienda famosa per le sue pistole semiautomatiche di elevatissimo livello, apprezzate in tutto il mondo sia dai tiratori sportivi sia da molti clienti istituzionali. Recentemente essa ha però presentato una nuova linea di modelli basata su un impianto più squisitamente industriale, al fine di contenere i costi produttivi senza sacrificare la qualità

di Francesco Battista
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La storia di quella che è oggi conosciuta come Sphynx Systems SA inizia nel lontano 1876, quando nella cittadina elvetica di Solothurn (nome storico nel settore degli armamenti) venne fondata una fabbrica dedicata a strumenti e attrezzature di precisione per l’industria: battezzata Sphynx, in onore non dell’enigmatica creatura mitologica ma dell’osservatorio astronomico svizzero che si trova sulla cima del monte Jungfraujoch, l’azienda si costruì nel corso dei decenni una solida reputazione per l’affidabilità e la precisione dei suoi prodotti e oltre un secolo dopo la sua nascita, divenuta Sphynx Engineering SA e trasferitasi a Porrentruy, iniziò ad allargare il campo dei propri interessi.
Era il 1985 e uno dei settori in cui la firma decise di cimentarsi fu quello delle armi da fuoco, decisione del tutto comprensibile data la sua nazionalità.

continua la lettura a pag. 30 N. 31/2014

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