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Armi Corte

A Est qualcosa di nuovo

Nella Mitteleuropa si sono sviluppate alcune delle più importanti scuole armiere e per fortuna la tradizione non si è persa: dalla Slovacchia la giovane ditta Grand Power ci dimostra quali livelli di eccellenza è in grado di raggiungere con il suo nuovo modello di punta, l'X-Calibur calibro 9x21, dedicato al tiro sportivo

di Paolo Tagini
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La ditta slovacca Grand Power è ubicata a Slovenská Ľupča, non lontano da Banská Bystrica; è una fabbrica moderna che impiega 40 persone fondata da Jaroslav Kuracina, che ereditò la passione per le armi dal nonno, partigiano durante la Seconda guerra mondiale ma anche grande cacciatore che portava il nipotino a sparare sui campi di tiro. Jaroslav disegnò la sua prima arma da ragazzo e proseguì in questa attività di progettazione anche durante la scuola militare, ma non fu preso molto sul serio dai suoi commilitoni e dai superiori. Jaroslav naturalmente non si scoraggiò: nel 1994 prese forma il suo primo progetto completo, che fece brevettare nel 1996, e nel 1997 riuscì a farsi costruire il primo prototipo funzionante (marchiato Q2000, numero di matricola E001) dalla Kinex Grand. Purtroppo questa ditta navigava in cattive acque e la sua attività era piuttosto precaria. Ancora una volta Jaroslav Kuracina non si scoraggiò e si rivolse ad altri costruttori di armi della zona, che inevitabilmente gli rispondevano: quello che non facciamo noi, non va bene.

continua la lettura a pag. 22 N. 29/2014


Trentacinque anni di successi

L'originale è ricordata come una delle pistole ad avancarica più note e ambite, la sua riproduzione moderna ad opera di Pedersoli non è da meno, visto che dopo un terzo di secolo la Le Page continua ad andare forte nelle vendite e a vincere nelle gare

di Paolo Tagini
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“Le Page, famoso armaiolo francese con le cui armi la gioventù europea dell’Ottocento duellava e moriva elegantemente”: così scriveva Enrico Arrigoni di chi costruì fra il 1840 e il 1850 una pistola ad avancarica a percussione fra le più celebri e ambite. Si riferiva a Henri Le Page, che nel 1822 aveva rilevato dal padre Jean l'attività di armaiolo condotta dalla famiglia fin dalla metà del XVIII secolo. Le sue armi potevano fregiarsi delle dicitura di Arquebusier du Roi e negli anni 1823, 1827, 1834 e 1839 ottenne la medaglia d'argento alle esposizioni industriali di Parigi. Henri Le Page morì nel 1854 ma gli eredi ne proseguirono l'attività.

continua la lettura a pag. 80 N.28/2014

L'alternativa da considerare

La Stock III va per la maggiore fra i tiratori, ma praticamente allo stesso prezzo Tanfoglio offre la P21L calibro 9x21, modello dalla linea più elegante che – rispetto alla “corsaiola” Stock III – offre in più la canna a rigatura semipoligonale

di Paolo Tagini
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Il nome Tanfoglio è ormai sinonimo di tiro dinamico sportivo o, se vogliamo, di vittorie in questa disciplina perché a ogni edizione dei campionati del mondo la Casa di Gardone Valtrompia festeggia regolarmente con una “medagliata”. Negli ultimi tempi l'attenzione dei tiratori si è accentrata sul modello Stock III, sicuramente un best seller perché offre prestazioni “pronto gara” a un prezzo equo, oltre tutto con elevate possibilità di rivendere l'usato senza rimetterci troppo. In queste pagine ci permettiamo di sottoporre ai lettori un altro modello di Tanfoglio, il P21L nella sua versione più diffusa in calibro 9x21, che a nostro avviso costituisce una valida opportunità di scelta alternativa che, praticamente a parità di prezzo, è addirittura in grado di offrire qualcosa in più dal punto di vista tecnico.

continua la lettura a pag. 42 N. 28/2014


 

 

The Big One

La più grossa Glock mai costruita: per il calibro e le dimensioni, la neonata pistola modello 41 si aggiudica questo platonico primato. Dedicata ai tiratori sportivi, può sfruttare al massimo  le prestazioni del .45 ACP

di Paolo Tagini
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Da un po' di tempo, dall'uscita dei modelli in calibro .45 GAP avvenuta qualche anno fa, la Glock si faceva attendere con una pistola nuova; per la verità c'è stata nel frattempo una grossa novità, ovvero la nascita nel 2010 della Gen4, cioè la rivisitazione tecnica delle pistole austriache che è stata implementata gradualmente nei modelli di maggior diffusione. Però una nuova Glock fa sempre notizia e il 2014 ne ha portate ben due: il modello 42 calibro 9 Corto (la più piccola Glock mai costruita, di cui abbiamo parlato sul numero 27 di A&B) e il modello 41 calibro .45 ACP. Si tratta quest'ultima di una pistola dedicata al tiro sportivo, cosa di per sé evidente a fronte della notevole lunghezza di canna, 135 mm ossia 5,3 pollici, al pari dei due modelli da tiro 34 (in calibro 9 mm) e 35 (.40 S&W), già in vendita da tempo.

continua la lettura a pag. 30 N. 28/2014

Degni successori

Nel 1972 i revolver in singola azione della Sturm, Ruger & Co, Inc. erano oramai saldamente affermati sul mercato statunitense e assai noti e apprezzati anche nel resto del mondo, perlomeno quello occidentale. Il loro successo aveva spinto addirittura la Colt a rimettere in produzione il Model 1873 e convinto altri produttori a realizzare numerose repliche di quest’ultima, più o meno fedeli. Ma Bill Ruger aveva ancora in serbo una novità, e di non poco conto…
Seconda parte: I New Models

di Francesco Battista
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Uno dei principali accorgimenti al fine di usare e portare in piena sicurezza la Colt Peacemaker e tutte le sue derivate, comprese le rivoltelle Ruger delle serie Single Six e Blackhawk originali, è sempre stato quello di inserire nel tamburo cinque sole cartucce, in modo da lasciare in corrispondenza del percussore una camera vuota: a tal fine occorre portare il cane in mezza monta, inserire un colpo, saltare una camera e riempire le quattro rimanenti, per armare poi il cane e abbassarlo – con molta cautela, visto che l’unico modo per farlo è premere il grilletto – sulla camera rimasta vuota. Il motivo di questa operazione, invero un poco rischiosa se non si ha una certa esperienza nel maneggio di questa categoria di armi, è la scarsa affidabilità della monta di sicurezza del cane in quanto un forte urto a carico della cresta di quest’ultimo può comunque farlo abbattere con forza sufficiente a percuotere l’innesco della munizione imprudentemente lasciata nel cilindro.

continua la lettura a pag. 85 N. 27/2014

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