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Armi Corte

Una doppietta in .45

Quanto la Colt 1911 è entrata nel secondo secolo di vita, molte aziende hanno celebrato l’anniversario con delle versioni speciali, ma sicuramente la più originale di tutte è quella dell’Arsenal Firearms, che ha accoppiato due Government (una per secolo) creando la AF 2011, arma tanto particolare che è utilizzata dal “cattivo” del prossimo film di 007 dal titolo Spectre

di Carlo Cattaneo Della Volta
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La produzione quasi artigianale, permette all’Arsenal Firearms di produrre questa particolare arma in 3 versioni, ognuna con 3 finiture possibili e in due calibri – .45 ACP e .38 S.A. – per un totale di 18 modelli. Questi sono: la AF 2011-A1 che ha la canna da 5” e riprende le dimensioni della Colt classica almeno per altezza e lunghezza, il modello AF 2011 Dueller che ha canne da 6,5” (165 mm) e carrello lungo 210 mm, tacca di mira regolabile e fresature per armare il carrello anteriori e posteriori, infine il modello AF 2011 Dueller Prismatic che ha il fianchi superiori del carrello fresati a 45° e le canne compensate.

continua la lettura a pag. 42 N. 46/2015

Un Colt dei tempi d'oro

In assoluto, il primo revolver Colt in calibro .357 Magnum fu una versione del Single Action Army: tuttavia quello di queste pagine si meritò a pieno titolo il nome che indica questo calibro, anche perché fu il “padre” del Python

di Paolo G. Motta
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Nei primi anni successivi la Seconda guerra mondiale la Colt ristrutturò la sua linea di produzione dei revolver: si mandò in soffitta il grosso New Service e si decise di puntare tutto sui revolver di telaio medio e piccolo. Per venire incontro alla richieste del mercato fu introdotta la tacca micrometrica registrabile sui due assi e si scelse il .38 Special come calibro base per i revolver con telaio intermedio (E). Nacque cosi il Trooper, che fu prodotto con canne da 4" e 6" fino al 1968 quando, nel disperato tentativo di tagliare i costi, si passò all'azione tipo Mk III abbandonando (ahimè!) la Schmidt Galand. Ben presto ci si accorse che il mercato richiedeva un nuovo calibro: il .357 Magnum. Il telaio E e il relativo tamburo erano adatti dimensionalmente a questa cartuccia ma la Colt adottò, per sicurezza, nuovi acciai ad alta resistenza e modificò il telaio E introducendo il percussore riportato sul fusto: era così nato il telaio I, quello che avrebbe fornito la base per il successivo Python.

continua la lettura a pag. 72 N. 45/2015

Di tutti i colori!

Sommario: A prima vista potrebbe sembrare un’altra pistola con fusto in plastica e scatto sul modello Glock. In realtà la Strike One presenta degli interessanti aspetti innovativi, oltre a una gamma ormai ben articolata

di Carlo Cattaneo Della Volta
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Se così non fosse, non vedremmo un gran futuro per una giovane realtà come la Arsenal Firearms, nata nel 2011, perché ormai tutti i grossi gruppi industriali – alla fine anche Beretta ha ceduto con la APX – producono armi ispirate alla capostipite Glock e andare a scontrarsi con questi colossi, con un prodotto analogo, sarebbe stato molto difficile. Però, prima di analizzarne gli aspetti tecnici, vogliamo segnalare che la Strike One è prodotta in una gran quantità di varianti, così da venire incontro alle richieste dei vari utilizzatori. Innanzitutto c’è la Standard, il modello base, che ha il carrello ricavato per fresatura da un massello d’acciaio e finito con bruniture nera, canna inox e impugnatura in plastica in 3 possibili colori (nero, verde oliva e desert tan). Poi c'è la Strike One Cromata, simile alla Standard, ma con carrello cromato e fusto in polimeri di colore grigio chiaro.


continua la lettura a pag. 44 N. 45/2015

Economia di esercizio

Sta ottenendo un notevole successo, nel vasto panorama dei produttori di 1911, l’israeliana BUL che offre una gamma di pistole di buona qualità ad un prezzo concorrenziale. Tra queste la M5 Classic camerata in 9x21, una monofilare in acciaio dedicata al tiro dinamico sportivo ma non solo. La abbiamo un po’ strapazzata: avrà retto?

di Paolo Princi
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Non è facile accostare economia e risparmio quando si parla di pistole 1911 e le ragioni sono sostanzialmente due. La prima è che la creatura di J.M. Browning deve essere prodotta con criterio e con materiali di qualità per funzionare bene e a lungo, evitando il più possibile l’utilizzo di parti ottenute con la tecnica del MIM (Metal Injection Moulding) ed effettuando un attento e accurato assemblaggio delle parti. La seconda è la munizione impiegata poiché il .45 ACP non è certo economico sia utilizzando munizionamento commerciale che ricaricato (sono famose le sgomitate tra tiratori per recuperare i bossoli a terra, se ci fate caso al campo troverete qualche bossolo di 9x21 sfuggito alla bonifica ma MAI un .45!).

continua la lettura a pag. 32 N. 45/2015

Due canne, ma una per volta

La classica M&P 45 è ora offerta dalla Smith & Wesson in edizione limitata con due canne intercambiabili, una delle quali presenta la possibilità di montare in volata un compensatore o un freno di bocca

di Paolo Tagini
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Introdotta nel 2007, la Smith & Wesson Military & Police è diventata la pistola di grosso calibro per difesa e per uso di servizio più conosciuta fra quelle prodotte dalla Casa di Springfield. Il prezzo competitivo è stato sicuramente uno dei suoi punti di forza e ciò è stato possibile grazie alla realizzazione del fusto e di altre parti in polimero. La Military & Police non è però un’arma fatta al risparmio: al contrario vanta ottime particolarità, come ad esempio la canna e il carrello (splendidamente costruiti) d’acciaio inossidabile con una rifinitura superficiale, chiamata Black Melonite, che conferisce loro una durezza eccezionale.

continua la lettura a pag. 74 N. 44/2015

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