Cerca nel sito

Newsletter

Registrarsi è completamente gratuito. Compila i dati nel form sottostante.
Privacy e Termini di Utilizzo
Banner
Banner
Banner

Armi Corte

Degni successori

Da oltre sessant’anni la Sturm, Ruger & Co. produce una serie di rivoltelle in azione singola nate per colmare il vuoto lasciato dall’uscita di scena della mitica Colt Peacemaker. Ci sembra quindi giunto il momento di ripercorrere la loro storia, tratteggiandone le linee evolutive

di Francesco Battista
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Prima parte: gli Old Models

Nel 1940 gli Stati Uniti erano impegnati nel colossale sforzo di ricostruzione economica del loro sistema finanziario, devastato dalla Grande Depressione seguita al crollo di Wall Street verificatosi poco più di dieci anni prima, e osservavano con preoccupazione gli avvenimenti bellici in Europa. Consapevoli del fatto che prima o poi il Paese sarebbe stato trascinato nel conflitto, molte aziende del settore armiero si preparavano quindi a convertire le loro linee di produzione alle necessità militari, cosa che avrebbe inevitabilmente avuto una pesante influenza sul comparto delle armi civili e sportive.
In quel panorama l’annuncio che la Colt aveva deciso di porre fine alla costruzione del modello 1873 Single Action Army, che durava ininterrottamente dal 1873, destò probabilmente più rammarico che stupore: già oggetto di un sensibile calo di vendite sin dagli anni successivi al termine della Grande Guerra a causa sia della crescente popolarità delle moderne rivoltelle in doppia azione e delle nuove pistole semiautomatiche sia della difficile situazione economiche degli anni Trenta, la leggendaria Peacemaker sarebbe stata infatti di ben poca utilità contro le armate dell’Asse, anche se gli esemplari forniti proprio in quell’anno alla Gran Bretagna magari qualche nazista lo avrebbero fatto fuori se Hitler avesse dato il via all’Operazione Leone Marino.

continua la lettura a pag. 52 N. 26/2014

La bella dimenticata

Sviluppata e prodotta dalla Browning negli Stati Uniti, la Pro-9 è rimasta poco in catalogo: di concezione moderna e costruita con cura notevole, non è stata apprezzata a dovere certamente a causa della concorrenza, asfissiante in questo settore, che bada soprattutto a tenere i prezzi bassi

di Paolo Tagini
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

La FN Herstal, ben noto gruppo industriale da sempre attivo nel settore dell’armamento per le forze militari e di polizia, produce ottime pistole semiautomatiche fin dai tempi della Browning 1900. Oggi il colosso belga, che è di proprietà della Regione Vallone, ne offre quattro modelli: la classica High Power, la rivoluzionaria Five-seveN calibro 5,7x28 mm, la FNS-9 calibro 9 Parabellum (per ora destinata al solo mercato statunitense) e due belle pistole semiautomatiche in .22 LR, la classica Buck Mark da tiro e la leziosa 1911-22, che è una Government in scala ridotta.
Nel decennio scorso la FN ha avuto in catalogo due interessanti modelli di pistole per difesa e uso di servizio: la Pro-9 e la Pro-40, rispettivamente in 9 Parabellum e .40 S&W, armi gemelle che si differenziavano per il calibro impiegato. In queste pagine ci occuperemo della prima delle due.
La sua genesi deve essere fatta risalire al modello FN P9 calibro 9 Parabellum, inizialmente destinato al solo mercato law enforcement e marchiato FN Herstal, che fu sviluppato nel 2002 dalla branca statunitense della multinazionale belga in collaborazione con la Casa madre. L’arma era offerta con tre tipi diversi di scatto (solo singola azione, solo doppia azione e azione mista) e in due misure (full size e compatta)

continua la lettura a pag. 38 N. 26/2014

Un orologio svizzero a sei colpi

Parliamo di un gran bella rivoltella, solida e costruita con cura elvetica; è precisa come un orologio svizzero, ma purtroppo impiega una cartuccia dalle prestazioni modeste, oggi diventata oltretutto di difficilissima reperibilità

di Paolo G. Motta
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Il modello 1882 è una pistola a rotazione ad azione mista, a sei colpi, con espulsione singola, a bacchetta, dei bossoli.La produzione del 1882 continuò anche dopo il 1900, quando entrò in servizio la Luger. Alcuni esemplari furono assemblati perfino negli anni Trenta del secolo scorso; rimase in servizio a lungo e negli anni Cinquanta era ancora nelle fondine di polizie locali.Fu così deciso di acquisirne una nuova, di calibro più piccolo, realizzata dalla Waffenfabrik di Berna. Al suo progetto contribuì il colonnello Rudolph Schmidt che modificò la meccanica del belga Charles-François Galand disegnando la fortunata azione Schmidt-Galand poi adottata, tra gli altri, dalla Webley e dalla Colt fino alla mitica Python compresa.Agli inizi degli anni Settanta del diciannovesimo secolo l’esercito della Confederazione Elvetica era dotato di una rivoltella calibro 10,4 mm tipo Chamelot-Delvigne, molto simile alla nostra splendida modello 1874: era un’ottima arma ma agli ufficiali svizzeri pareva troppo grossa e ingombrante.

continua la lettura a pag. 104 N. 25/2014

La sostenibile leggerezza dell’alluminio

Da tempo conoscevamo le qualità delle rivoltelle ultraleggere della Smith Wesson; tuttavia, quando abbiamo preso in mano questo modello AirLite, siamo rimasti letteralmente esterrefatti dalla sua leggerezza, quasi incredibile per un’arma vera

di Giovanni Arnone
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

La Smith & Wesson modello 317 è una rivoltella ad azione mista con telaio J (quello delle piccole Chiefs Special, per intenderci) in calibro .22 LR, con impugnatura arrotondata o round butt, prodotta dalla Casa di Springfield a partire dal 1997 con canna da 1⅞ pollici (cioè 47 millimetri) e mire fisse. Nel 1998 fu introdotta anche una versione con canna da 3 pollici e mire regolabili ad alta visibilità, il modello 317 Kit Gun.
Una caratteristica immediatamente evidente è che il tamburo ha otto colpi, con camere munite di counterbore, ovvero che accolgono completamente il fondello della cartuccia. È doveroso ricordare che la prima pistola a rotazione calibro .22 ad alta capacità fu nel 1955 l’Hi Standard Sentinel a nove colpi, sicuramente molto più grande e pesante (450 grammi), seguito dall’Astra Cadix, sempre a nove colpi e prodotto dal 1958 al 1973.

L’arma
È consegnata nella classica, robusta valigetta blu con un pratico lucchetto di sicurezza che, applicato al ponticello, impedisce l’uso dell’arma da parte di chi non sia autorizzato.
Ogni accorgimento applicato a questa rivoltella è finalizzato alla leggerezza. Sono completamente di alluminio il castello, il tamburo e la canna, ma quest’ultima presenta l’anima foderata di acciaio.
Le camere del tamburo non presentano invece alcun rivestimento di acciaio. Il perno e la stella del tamburo sono di acciaio così come il bel grilletto, di tipo combat, e il cane che mostra una cresta accorciata e uno zigrino fin troppo marcato. Il castello è ulteriormente alleggerito da due fresature longitudinali che interessano la parte dorsale e anteriore dell’impugnatura e la guardia del grilletto.

continua la lettura a pag. 76 N. 25/2014

Italian Custom

Anche nel nostro Paese non mancano ottimi esempi di pistole tipo 1911 di produzione autoctona, sia in configurazione standard sia, soprattutto, nella veste di armi accuratizzate per finalità difensive o sportive. Ci sembra tuttavia giusto parlare di un modello da tempo fuori produzione ma assai apprezzato ancor oggi: la Valtro 1998A1

di Francesco Battista
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

La Valtro Stocchetta srl di Villa Carcina, in provincia di Brescia, acquisì una certa notorietà negli ultimi anni dello scorso secolo con la produzione di alcuni modelli di fucili a canna liscia con sistema di ripetizione a pompa, tra cui un paio di impostazione tattica, l’R05 e il PM5; quest’ultimo, alimentato tramite caricatore prismatico amovibile in luogo del classico serbatoio tubolare e dotato di calcio metallico ribaltabile, riscosse un notevole interesse nel mercato nordamericano, da sempre avido fruitore di tale tipologia di armi lunghe e già allora particolarmente affascinato dalle loro versioni a carattere operativo.
Incoraggiata evidentemente dalla buona accoglienza tributata oltreoceano alle sue armi lunghe, sul finire degli anni Novanta la Valtro decise di giocare una nuova carta tipicamente americana, rivolgendo la propria attenzione a uno dei miti degli yankee: la pistola semiautomatica 1911, o Government Model che dir si voglia.

continua la lettura a pag. 58 N.25/2014

Altri articoli...
Banner