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Armi Corte

STI Sentinel Premier calibro 9x21

In cima alla vetta
La produzione di pistole tipo 1911 con caricatore monofilare della STI comprende 12 modelli al vertice dei quali si colloca il Sentinel Premier che abbiamo provato nella versione in calibro 9x21

di Paolo Tagini
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Accanto ai nomi più tradizionali della produzione americana di pistole semiautomatiche negli ultimi tre decenni si è sviluppata negli Stati Uniti una nuova generazione di costruttori. Nella maggior parte dei casi hanno mosso i primi passi nel combattuto settore del tiro dinamico sportivo, imponendosi all’attenzione del pubblico per l’elevata competitività delle loro realizzazioni, frutto della padronanza delle tecnologie più avanzate. Una di queste nuove case è la texana STI, diventata nota soprattutto per il suo fusto modulare (di polimero e acciaio) di derivazione 1911 in grado di accogliere un caricatore bifilare

continua la lettura a pag. 56 N. 50/2016

Un grande successo

Il revolver Colt modello 1849 Pocket fu prodotto, un secolo e mezzo fa, in quasi 350.000 esemplari alcuni dei quali – come l'esemplare in esame – nella filiale londinese della grande Casa americana

di Paolo G. Motta ed Ettore Venesio
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Nel 1851 la Colt decise di aprire una succursale produttiva a Londra utilizzando macchinari modernissimi e mano d'opera locale. Nella capitale inglese furono realizzati gli stessi modelli della fabbrica di Hartford, negli USA, così nel 1853 incominciarono a uscire dalle linee i primi esemplari del modello 1849 Pocket calibro .31, che era il cavallo di battaglia della Colt sul mercato civile. Praticamente ogni americano che andava ad Ovest ne aveva uno addosso: ne vennero prodotti infatti fino al 1873 ben 336.000, diventando così il più grosso successo dei revolver ad avancarica del tamburo della Colt.

continua la lettura a pag. 96 N. 49/2016

Piccola, grande 1911

Non dorme certo sugli allori la Kimber, che ha allargato la sua gamma di pistole da difesa al segmento delle tascabili: dopo la Solo, con scatto tipo Glock, ecco la Micro, una riuscita edizione miniaturizzata della 1911

di Paolo Tagini
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Se il progresso può a volte essere lento, l'esperienza dimostra che è sempre inarrestabile: succedeva che, fino a qualche decennio fa, erano prodotte pistole da difesa e per uso di servizio compatte o addirittura full size in calibri dall'efficacia discutibile, mentre oggi si è instaurata una prassi pressoché universale e inderogabile. Il calibro minimo per le citate full size e compatte, ma anche per le sub-compatte, è il 9x19 (con la variante italica del 9x21), ma sono numerosi i casi di armi di queste categorie dimensionali che sparino il .40 S&W o il .45 ACP. E i calibri meno potenti? Si può dire che c'è stata una vera e propria falcidia, con un solo sopravvissuto: il 9 mm Corto, alias .380 Auto, calibro di origine europea che negli Stati Uniti è giustamente considerato come la munizione ideale per le pistole tascabili...

continua la lettura a pag. 76 N. 49/2016

L'ingresso nel mondo X-Five

Il più recente allestimento della Sig-Sauer P226 X-Five è offerto a un prezzo decisamente più abbordabile rispetto ai modelli predecessori, pur mantenendo il livello della qualità costruttiva ai valori per il quale il marchio elvetico-tedesco è diventato famoso

di Paolo Tagini
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Nel 1973, con la nascita della Sig-Sauer P220 calibro 9 mm Parabellum, ebbe origine una delle famiglie di pistole da difesa e per uso di servizio più numerose e fortunate che si ricordino. L’arma era il prodotto dell’accordo fra la SIG (Schweizerische Industrie-Gesellschaft) di Neuhausen am Rheinfall (Svizzera) e della J.P. Sauer & Sohn GmbH di Eckernförde (Germania); assorbita la prima, la seconda si è via via espansa fino a formare un gruppo industriale fra i più importanti nel settore armiero. L’indubbia validità della P220 ha spinto i progettisti ad allestire molti altri modelli e nel corso degli anni è così nata una serie di pistole note ed apprezzate in tutto il mondo. Per quanto riguarda l'impiego sportivo, nel 2004 arrivò il modello P226 X-Five che si è sviluppato attraverso la creazione di diversi allestimenti, l'ultimo dei quali è denominato “S Final Edition”, è in calibro 9x21 e rappresenta l'entry level di questa serie.

continua la lettura a pag. 56 N. 49/2016

Dopo la Government, la Commander

La versione compatta della Remington 1911 R1 che avevamo visto finora fa il suo ingresso sul mercato: anche in questo caso abbiamo un riuscito mix di linee classiche che danno la forma a una pistola di concezione moderna

di Massimo Castiglione
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Ripercorrendo la storia secolare della pistola modello 1911, accadde fra l'altro che nel corso della Prima guerra mondiale il Governo degli Stati Uniti commissionò alla Remington una fornitura di queste pistole; fu consegnato un lotto di circa 22.000 pezzi (sarebbero stati di più se la guerra non fosse finita anzitempo) che, dopo le ostilità, non ebbe alcun seguito produttivo e da allora la Remington non ha più costruito pistole (se si eccettua lo sporadico caso della R51). Queste 1911 non debbono essere confuse con le Remington Rand della Seconda guerra mondiale: si tratta quasi di un'omonimia ed è bene ricordare che quest'ultima ditta era solita produrre macchine da scrivere e non c'entra nulla con la Remington di cui stiamo parlando.

continua la lettura a pag. 44 N. 49/2016

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