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Armi Corte

La Savage 1907 e derivate

Questa azienda statunitense, nonostante gli sforzi profusi all'inizio del XX secolo nel concorso indetto dallo U.S. Army per una pistola in calibro .45 ACP, riuscì a produrre anche una prolifica famiglia di armi tascabili

di Sergio Lorvik
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L’attuale Savage Arms Corporation fu fondata il 5 aprile 1894 da Arthur W. Savage, un eclettico personaggio i cui interessi spaziarono dalle armi ai pneumatici, dalla trivellazione dei pozzi petroliferi alla ricerca dell’oro, e fu inizialmente nota come Savage Arms Company. La fabbrica fu edificata nell’amena Mohawk Valley, nella parte superiore dello Stato di New York, e iniziò la sua produzione con un fucile a leva di grande potenza brevettato da Arthur Savage, il Modello 1899, arma che, a dimostrazione della validità del progetto, è ancor oggi in produzione.

continua la lettura a pag. 64 N. 56/2016

Arriva il PITBULL!

Non vogliamo naturalmente parlare del simpatico e combattivo Terrier, bensì del recente revolver prodotto dalla Charter Arms che va ad aggiungersi alla selezionata genia di armi a rotazione camerate per cartucce studiate per le pistole semiautomatiche. Caratterizzato da interessanti soluzioni tecniche, il compatto e potente Pitbull si affaccia sul nostro mercato nell’italianissimo calibro 9x21 mm

di Francesco Battista
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Quella dei revolver adattati a sparare munizioni con fondello senza flangia è una famiglia eterogenea, risalente all’epoca della comparsa di questo tipo di cartucce: già nei primi anni del Novecento, infatti, piccole fabbriche tedesche e belghe, come la Pickert e la HDH, producevano rivoltelle tascabili camerate in 6,35 e 7,65 Browning che raccolsero non pochi consensi tra i gentiluomini del tempo. Ma fu la comparsa dei revolver statunitensi Modello 1917 in .45 ACP, ovvero l’Hand Ejector della Smith & Wesson e il New Service della Colt, a decretare il definitivo imprimatur di questa particolare categoria di armi.

continua la lettura a pag. 58 N. 56/2016

A VOLTE RITORNANO

I lettori più impressionabili possono stare tranquilli: in queste note non parleremo infatti del cupo e terrificante romanzo di Stephen King, ma di un ritorno ben più solare e gradito, quello della versione compatta della Beretta 92

di Francesco Battista
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Dal 1976 a oggi la Beretta modello 92 è stata prodotta in un impressionante numero di versioni, varianti e sotto varianti, il che costituisce la miglior testimonianza del suo successo (insieme alle numerose copie, più o meno autorizzate, comparse qui e là nel mondo, dal Brasile alla Turchia): l’iconica pistola valtrumplina è stata di volta in volta proposta per il tiro sportivo, con il carrello rinforzato, in edizioni elaborate con accenti più o meno custom, con congegni di scatto diversi e così via.

continua la lettura a pag. 46 N. 56/2016

Pronto gare

Molto bella e prestante la nuova versione del revolver Remington di Pedersoli calibro .44: ottimizzata per le gare di tiro, offre quanto di meglio si possa desiderare pur rimanendo nei limiti imposti dal regolamento sportivo

di Paolo Tagini
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Il revolver ad avancarica è un tipo di arma corta di grande interesse, perché costituisce a nostro avviso l’anello di congiunzione fra le armi monocolpo ad avancarica e quelle moderne a retrocarica. Si deve infatti considerare che in questo tipo di revolver il solo tamburo esplica le funzioni tipiche delle armi ad avancarica, mentre la canna – esattamente come nelle armi a retrocarica – è percorsa dal proiettile una sola volta, nel tratto che va dalla culatta alla volata

continua la lettura a pag. 32 N. 56/2016

La Remington 51

Esaminiamo in questa serie di articoli lo sviluppo che avvenne all'inizio del XX secolo negli Stati Uniti delle pistole semiautomatiche tascabili iniziando con uno dei modelli meno noti: la Remington modello 51

di Sergio Lorvik
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Alla fine del 1800 negli Stati Uniti l'Esercito, le Forze di Polizia e i privati erano saldamente affezionati al revolver, mentre in Europa i migliori cervelli lavoravano alacremente alla ricerca di un’affidabile arma semiautomatica. A dire il vero anche nel Vecchio Continente i vari corpi erano equipaggiati con il revolver ma l’idea di una pistola semiautomatica, facile da ricaricare in combattimento e dotata di un apprezzabile numero di munizioni, veniva seriamente presa in considerazione.

continua la lettura a pag. 96 N. 55/2016

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