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Armi Corte

Piccola e prestante

Questa pistola sub-compatta di Casa Walther vanta una progettazione molto attenta che le ha permesso di ottenere buone prestazioni, elevata sicurezza d'uso e un prezzo di vendita molto favorevole

di Paolo Tagini
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Nel non facile compito di dover raccogliere l'eredità di una pistola prestigiosa come la PPK, i cui costi di produzione dovevano essere arrivati a livelli insostenibili, la Walther ha fatto saggiamente ricorso al notevole bagaglio tecnologico accumulato soprattutto negli ultimi decenni, da quando cioè la Casa di Ulm è entrata nell'orbita della Umarex. Quest'azienda, nota soprattutto per le armi a salve, ha avuto il merito di risanare economicamente la Walther e di rinnovare la gamma dei prodotti offrendo al pubblico armi dalle ottime caratteristiche e prestazioni, commercializzate a prezzi concorrenziali.

continua la lettura a pag. 44 N. 52/2016

Per tutte le occasioni

Naturalmente di tiro: il nuovo revolver Ruger GP100 Match Champion in calibro .357 Magnum riconferma infatti le caratteristiche di robustezza e versatilità di questo storico modello dell’azienda americana, completandole con una configurazione estetica assai accattivante e un livello complessivo di rifinitura di assoluto rilievo

di Francesco Battista
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Il Modello GP100 venne presentato dalla Sturm, Ruger nel 1985, nell’ambito del processo di rinnovamento della sua linea di revolver in azione mista iniziato nel 1979 con il potente Redhawk calibro .44 Magnum; la nuova arma era camerata invece per la .357 Magnum e andava a sostituire l’apprezzata serie Six (Security, Service e Speed Six) risalente all’inizio degli anni Settanta. Rispetto ai suoi predecessori il GP100 presentava diverse innovazioni meccaniche ed estetiche volte ad ottimizzarne la funzionalità e la fruibilità da parte del tiratore: in primo luogo venne adottato il sistema di chiusura introdotto con il Redhawk, in cui il tamburo è provvisto di due vincoli al telaio, uno anteriore e uno posteriore.

continua la lettura a pag. 32 N. 52/2016

Guerriero, ma di classe

Molto ben fatta e ricca di contenuti questa serie di Government in calibro .45 ACP prodotta dalla Kimber: non a caso è stata derivata da un modello fornito al Comando Centrale dei Marines

di Paolo Tagini
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Se nei momenti di crisi è normale che i fabbricanti di un qualsivoglia bene di consumo propongano una linea economica dei loro prodotti, è altrettanto vero che, quando il denaro ricomincia a circolare con maggior facilità, gli stessi costruttori propongano delle linee di prodotto più ricche. La crisi economica, scatenatasi nel 2008 negli Stati Uniti, oltre Atlantico è ormai un ricordo – anche se la globalizzazione dell'economia non mette nessuno al riparo da imprevisti – ed è così che la Kimber ha aggiunto alla sua già ben articolata gamma di pistole tipo 1911 la serie Warrior, caratterizzata dal tipo di finitura e dalla componentistica che la collocano nella fascia alta del mercato di queste pistole che paiono non conoscere cali di popolarità nonostante l'età ultracentenaria.

continua la lettura a pag. 68 N. 51/2016

STI Sentinel Premier calibro 9x21

In cima alla vetta
La produzione di pistole tipo 1911 con caricatore monofilare della STI comprende 12 modelli al vertice dei quali si colloca il Sentinel Premier che abbiamo provato nella versione in calibro 9x21

di Paolo Tagini
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Accanto ai nomi più tradizionali della produzione americana di pistole semiautomatiche negli ultimi tre decenni si è sviluppata negli Stati Uniti una nuova generazione di costruttori. Nella maggior parte dei casi hanno mosso i primi passi nel combattuto settore del tiro dinamico sportivo, imponendosi all’attenzione del pubblico per l’elevata competitività delle loro realizzazioni, frutto della padronanza delle tecnologie più avanzate. Una di queste nuove case è la texana STI, diventata nota soprattutto per il suo fusto modulare (di polimero e acciaio) di derivazione 1911 in grado di accogliere un caricatore bifilare

continua la lettura a pag. 56 N. 50/2016

Un grande successo

Il revolver Colt modello 1849 Pocket fu prodotto, un secolo e mezzo fa, in quasi 350.000 esemplari alcuni dei quali – come l'esemplare in esame – nella filiale londinese della grande Casa americana

di Paolo G. Motta ed Ettore Venesio
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Nel 1851 la Colt decise di aprire una succursale produttiva a Londra utilizzando macchinari modernissimi e mano d'opera locale. Nella capitale inglese furono realizzati gli stessi modelli della fabbrica di Hartford, negli USA, così nel 1853 incominciarono a uscire dalle linee i primi esemplari del modello 1849 Pocket calibro .31, che era il cavallo di battaglia della Colt sul mercato civile. Praticamente ogni americano che andava ad Ovest ne aveva uno addosso: ne vennero prodotti infatti fino al 1873 ben 336.000, diventando così il più grosso successo dei revolver ad avancarica del tamburo della Colt.

continua la lettura a pag. 96 N. 49/2016

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