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Armi Corte

Moderni senza esagerare

“Rinate” qualche anno fa quasi con l'idea di replicare le pistole che la Remington fornì durante la Prima guerra mondiale all'esercito di casa, le 1911 R1 sono diventate una famiglia di modelli – l'ultimo dei quali è presentato in queste pagine – che incorpora a tutti gli effetti le caratteristiche tecniche e funzionali di una 1911 moderna

di Paolo Tagini
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Sicuramente con una mossa a sorpresa, nel 2009 la Remington, storica azienda USA che è quasi sinonimo di arma lunga, annunciò la produzione di una pistola semiauto tipo 1911 in calibro 45 ACP. Uscita sul mercato l'anno successivo, quest'arma ha dato dei buoni risultati di vendita, tanto che ha indotto i responsabili della Remington a lanciarne altre versioni negli anni successivi: la Enhanced, un allestimento in chiave sportiva, la Stainless, d'acciaio inossidabile, e la Centennial, celebrativa del secolo trascorso dall'adozione da parte dell'esercito USA della pistola semiauto calibro .45 ACP progettata da John Moses Browning. La famiglia R1 si è ulteriormente allargata e in queste pagine presentiamo il più recente modello, chiamato Carry, che come i confratelli è camerato per il calibro .45 ACP.

continua la lettura a pag. 24 N. 36/2015

È lei la più bella?

Nel mondo degli appassionati delle Luger si discute spesso su quale modello sia considerato il più appetibile. La 1900/1906 prodotta dalla DWM per la Svizzera s'inserisce d'autorità in questo platonico contesto

di Paolo G. Motta
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Il 9 gennaio 1906 la Svizzera adottava ufficialmente una nuova pistola d'ordinanza: la Parabellum calibro 7,65 Parabellum prodotta dalla ditta tedesca DWM di Berlino. La storia della pistola progettata da Georg Luger è intimamente legata alla Confederazione elvetica: infatti questo stato la aveva già adottata nel 1900, dopo test estensivi, nella variante nota come Parabellum 00. Cinquemila pezzi erano già stati consegnati agli svizzeri, i quali erano soddisfattissimi della pistola: Berna ordinò quindi alla DWM altre diecimila pistole circa da consegnarsi entro un periodo di otto anni. La Casa tedesca, proprio a cavallo del 1906, aveva introdotto delle modifiche al modello 00, consistenti principalmente nella sostituzione della molla a lamina dell'otturatore con una più robusta molla del tipo a spirale. Anche il percussore e l'otturatore erano stati modificati, così come il grilletto. Fu anche abolito il congegno anti-rimbalzo dell'otturatore, ritenuto inutile.

continua la lettura a pag. 54 N. 35/2014

5 x 44 = 696

Non stiamo proponendo ai nostri lettori un esercizio di aritmetica: il titolo di questo articolo infatti non è una moltiplicazione, ma se lo fosse il risultato sarebbe… 696. Vogliamo infatti parlare dell’omonimo modello di revolver della Smith & Wesson, che proponeva un tamburo con cinque camere destinate a ospitare altrettante poderose cartucce calibro .44 Special

di Francesco Battista
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Le rivoltelle Snub Nose, ovvero con canna corta e di calibro medio grande, sono state per decenni le armi da difesa d’elezione nei paesi anglosassoni, sin da quando, verso la fine degli anni Sessanta del diciannovesimo secolo, la famosa azienda inglese Webley and Scott presentò il suo fortunato modello Bulldog, versione tascabile del R.I.C. Dotato, nella versione più diffusa, di una canna lunga poco più di due pollici e di un tamburo a cinque camere, questo revolver dalla tozza impugnatura a becco d’uccello era camerato per diverse munizioni di calibro variante dal .320 al .450 e rimase in produzione – in diverse e successive varianti – sino alla vigilia della Seconda guerra mondiale: una lunga e fortunata carriera, dovuta alle sue indubbie doti di semplicità e affidabilità meccanica e alla sua potenza, ovviamente nelle versioni adatte alle varie cartucce calibro .44 e .45 dell’epoca.

continua la lettura a pag. 40 N. 35/2014

And the winner is...

Bravi i tiratori, ma altrettanto bravi quelli della Tanfoglio, che hanno fornito “l'attrezzo giusto” per stravincere i Mondiali IPSC della divisione Production: l'ennesimo esempio del made in Italy che vince

di Paolo Tagini
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Pochi tiratori al mondo possono vantare un palmarès di vittorie come il simpatico francese Eric Grauffel. Dopo aver vinto per cinque volte consecutive il campionato del mondo di tiro dinamico in divisione Open, sempre sparando con una Tanfoglio, nel 2012 Eric ha deciso di cimentarsi nell'affollatissima categoria Production con una Stock II: il buon giorno si vede dal mattino e nel 2013 Grauffel conquista in Portogallo il titolo di Campione europeo. Ai recenti campionati del mondo IPSC tenutisi a Orlando, in Florida, Grauffel ha di nuovo centrato l'obiettivo, vale a dire il sesto titolo mondiale consecutivo, questa volta nella divisione Production.

continua la lettura a pag. 28 N. 35/2014

La freccia nera

Robert Louis Stevenson non ce ne vorrà se prendiamo a prestito il titolo del suo famoso romanzo per introdurre al nostro pubblico la pistola semiautomatica Arrow – cioè appunto freccia – PS97S, una moderna realizzazione slovacca a dire il vero non molto fortunata a fronte delle sue rimarchevoli qualità

di Francesco Battista
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Nera, massiccia, aggressiva e… misteriosa. Questa potrebbe essere la carta d’identità della Arrow PS97S, una bella pistola semiautomatica progettata e prodotta da un’azienda slovacca chiamata PS Povzbroj p.l.c., fondata il 7 maggio 1997 come sussidiaria della più antica (1929) Povazské Strojàrne a.s., a sua volta una costola della ben più famosa Zbrojovka Brno. Tralasciando la vasta e diversificata produzione di questo complesso industriale, che spaziava in diversi settori della meccanica, ciò che interessa sottolineare è che la PS Povzbroj era stata creata per occuparsi di produzioni specialistiche – come evoluzione della Divisione Produzioni Speciali della casa madre – che comprendevano anche il segmento delle armi da fuoco e delle munizioni; in quest’ambito essa aveva intrapreso il perfezionamento del preesistente progetto della pistola PS94 Para e la realizzazione di una linea di cartucce calibro 9 Luger.

continua la lettura a pag. 68 N. 34/2014


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