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Armi Corte

Offerta globale

Per affrontare con maggiori possibilità i concorsi militari e di polizia di tutto il mondo, la Beretta affianca alla produzione attuale questa nuova pistola polimerica con percussore lanciato, camerata per il 9x19, il 9x21 e il .40 S&W

di Paolo Tagini
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"Non siamo stati i primi, né i secondi e nemmeno i terzi a entrare in questo segmento": così si legge sul materiale illustrativo della nuova Beretta APX e, secondo noi, la sincerità deve sempre essere apprezzata. Il fatto che anche la Beretta produca una pistola derivata dalla Glock consacra forse definitivamente la lungimiranza progettuale dell'ingegner Gaston Glock, ma non è questo il punto: si tratta di capire come la maggior Casa italiana abbia interpretato la pistola da difesa e per uso di servizio con fusto di polimero, percussore lanciato e meccanismo di scatto ad azione continua. Al momento di scrivere l'arma è stata presentata in forma statica all'Idex di Abu Dhabi e non è stato ancora possibile provarla, tuttavia le prestazioni annunciate sono piuttosto promettenti: durata (vita operativa) di 45.000 colpi e Mean Rounds between Stoppage, ossia media dei colpi fra due inceppamenti di 5.000 colpi.

continua la lettura a pag. 24 N. 39/2015

Eccola di nuovo

Parliamo, naturalmente, della 1911, che non finisce di reincarnarsi nelle forme più diverse. Tra gli svariati esempi di questa metallica metempsicosi abbiamo scelto di concentrare la nostra attenzione su una delle più affascinanti Government attualmente in produzione, la Desert Warrior della Kimber

di Francesco Battista
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I Marines degli Stati Uniti sono famosi, oltre che per la loro tempra di irriducibili combattenti, per l’attenzione che da sempre dedicano ai propri ferri del mestiere, ovvero le armi: spesso infatti essi hanno deciso di adottare modelli particolari, diversi da quelli in uso presso le altre forze armate americane. Così nella seconda guerra mondiale scelsero una variante da tiratore scelto del fucile Springfield 1903 diversa da quella distribuita all’esercito e molti anni dopo dettarono le specifiche per lo sviluppo della versione A2 dello M16, che adottarono poi per primi.
Con queste tradizioni di indipendenza e attenzione alle proprie esigenze specifiche, non desta quindi meraviglia che l’USMC (United States Marine Corps) non abbia fatto proprio i salti di gioia quando, oramai tre decenni fa, la gloriosa pistola d’ordinanza Model 1911 A1 venne sostituita dalla M9

continua la lettura a pag. 70 N. 38/2015

Economia domestica...

Con modica spesa ci si può allenare anche fra le mura di casa con questa due belle airguns in calibro 4,5 mm proposte da Tanfoglio, che riproducono altrettanti modelli famosi della Casa di Gardone. Con 20 colpi nel caricatore il divertimento sembra non finire mai

di Paolo Tagini
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Fra la tradizionale categoria delle softair e quella delle armi alimentate da bomboletta di anidride carbonica tipo seltz che sparano uno o più pallini tipo Diabolo, si è inserita da qualche anno una nuova tipologia che rappresenta una via di mezzo fra le due citate. Sono semplicemente definite “airguns”, strutturalmente ricordano le softair e come queste sparano dei pallini sferici; la differenza è che, anziché da 6 mm di diametro e di plastica, i pallini delle airguns sono da 4,5 mm e, soprattutto, sono d'acciaio. Inoltre queste ultime sfruttano per la propulsione dei pallini le note bombolette “usa e getta” di CO2 tipo seltz. Mentre le softair stanno (o dovrebbero stare...) al di sotto del joule di energia cinetica del pallino per essere considerate a tutti gli effetti dei giocattoli, le airguns si collocano nella categoria immediatamente superiore, quella delle armi a modesta capacità offensiva, con energia cinetica del pallino inferiore a 7,5 joule.

continua la lettura a pag. 74 N. 37/2015

Due modi di intendere la .45

La piccola e leggera Warthog vanta un'autonomia di fuoco maggiore della GI Expert, che ha le dimensioni di una Government: entrambe prodotte dalla Para Usa e con meccanica tipo 1911, si collocano agli antipodi quanto a ingombri e finalità d'impiego

di Paolo Tagini
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Nella seconda metà degli anni ‘80, stimolata delle gare di tiro pratico (così si chiamava allora il tiro dinamico sportivo), nacquero le prime pistole basate sul classico archetipo Colt Government alimentate con un caricatore bifilare. I tentativi originari avvennero a livello amatoriale o artigianale, per opera di arditi armaioli o dei tiratori stessi; accanto a questi prototipi (perlopiù pezzi unici), si videro anche le prime realizzazioni industriali. Nel 1988 la canadese Para-Ordnance, nome fino allora sconosciuto, presentò un fusto tipo Government di lega leggera con caricatore bifilare in calibro .45 ACP da quattordici colpi che poteva essere montato su una normale Colt Government. Due anni dopo la Para-Ordnance uscì sul mercato con l’arma completa (modello P14-45).

continua la lettura a pag. 50 N. 37/2015

Per divertirsi un po’…

Naturalmente dall’altra parte dell’oceano Atlantico, dove un bel revolver come il nuovo SP101 in calibro .22 Long Rifle della Sturm, Ruger può regalare grandi soddisfazioni all’aria aperta, durante escursioni e passeggiate nei boschi. Senza il rischio di essere gettati in carcere ed etichettati come terroristi, ovviamente

di Francesco Battista
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Negli Stati Uniti, come si sa, portare un’arma corta nel corso delle attività outdoor è generalmente consentito anche senza permesso specifico (con alcune limitazioni, ad esempio se ci si trova all’interno di parchi naturali in aree federali). È quindi abitudine comune durante escursioni, campeggi o partite di caccia e pesca avere con sé una pistola ma soprattutto un revolver, in genere di piccolo calibro, per difesa generica in territori isolati o per procurarsi piccole prede da mettere in pentola, oppure per il tiro informale; queste armi, in special modo quelle a rotazione, vengono genericamente definite kit gun (ove il primo vocabolo individua l’attrezzatura impiegata dallo sportivo) e godono tuttora di una larga popolarità.

continua la lettura a pag. 50 N. 36/2015


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