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Armi Corte

Economia domestica...

Con modica spesa ci si può allenare anche fra le mura di casa con questa due belle airguns in calibro 4,5 mm proposte da Tanfoglio, che riproducono altrettanti modelli famosi della Casa di Gardone. Con 20 colpi nel caricatore il divertimento sembra non finire mai

di Paolo Tagini
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Fra la tradizionale categoria delle softair e quella delle armi alimentate da bomboletta di anidride carbonica tipo seltz che sparano uno o più pallini tipo Diabolo, si è inserita da qualche anno una nuova tipologia che rappresenta una via di mezzo fra le due citate. Sono semplicemente definite “airguns”, strutturalmente ricordano le softair e come queste sparano dei pallini sferici; la differenza è che, anziché da 6 mm di diametro e di plastica, i pallini delle airguns sono da 4,5 mm e, soprattutto, sono d'acciaio. Inoltre queste ultime sfruttano per la propulsione dei pallini le note bombolette “usa e getta” di CO2 tipo seltz. Mentre le softair stanno (o dovrebbero stare...) al di sotto del joule di energia cinetica del pallino per essere considerate a tutti gli effetti dei giocattoli, le airguns si collocano nella categoria immediatamente superiore, quella delle armi a modesta capacità offensiva, con energia cinetica del pallino inferiore a 7,5 joule.

continua la lettura a pag. 74 N. 37/2015

Due modi di intendere la .45

La piccola e leggera Warthog vanta un'autonomia di fuoco maggiore della GI Expert, che ha le dimensioni di una Government: entrambe prodotte dalla Para Usa e con meccanica tipo 1911, si collocano agli antipodi quanto a ingombri e finalità d'impiego

di Paolo Tagini
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Nella seconda metà degli anni ‘80, stimolata delle gare di tiro pratico (così si chiamava allora il tiro dinamico sportivo), nacquero le prime pistole basate sul classico archetipo Colt Government alimentate con un caricatore bifilare. I tentativi originari avvennero a livello amatoriale o artigianale, per opera di arditi armaioli o dei tiratori stessi; accanto a questi prototipi (perlopiù pezzi unici), si videro anche le prime realizzazioni industriali. Nel 1988 la canadese Para-Ordnance, nome fino allora sconosciuto, presentò un fusto tipo Government di lega leggera con caricatore bifilare in calibro .45 ACP da quattordici colpi che poteva essere montato su una normale Colt Government. Due anni dopo la Para-Ordnance uscì sul mercato con l’arma completa (modello P14-45).

continua la lettura a pag. 50 N. 37/2015

Per divertirsi un po’…

Naturalmente dall’altra parte dell’oceano Atlantico, dove un bel revolver come il nuovo SP101 in calibro .22 Long Rifle della Sturm, Ruger può regalare grandi soddisfazioni all’aria aperta, durante escursioni e passeggiate nei boschi. Senza il rischio di essere gettati in carcere ed etichettati come terroristi, ovviamente

di Francesco Battista
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Negli Stati Uniti, come si sa, portare un’arma corta nel corso delle attività outdoor è generalmente consentito anche senza permesso specifico (con alcune limitazioni, ad esempio se ci si trova all’interno di parchi naturali in aree federali). È quindi abitudine comune durante escursioni, campeggi o partite di caccia e pesca avere con sé una pistola ma soprattutto un revolver, in genere di piccolo calibro, per difesa generica in territori isolati o per procurarsi piccole prede da mettere in pentola, oppure per il tiro informale; queste armi, in special modo quelle a rotazione, vengono genericamente definite kit gun (ove il primo vocabolo individua l’attrezzatura impiegata dallo sportivo) e godono tuttora di una larga popolarità.

continua la lettura a pag. 50 N. 36/2015


Moderni senza esagerare

“Rinate” qualche anno fa quasi con l'idea di replicare le pistole che la Remington fornì durante la Prima guerra mondiale all'esercito di casa, le 1911 R1 sono diventate una famiglia di modelli – l'ultimo dei quali è presentato in queste pagine – che incorpora a tutti gli effetti le caratteristiche tecniche e funzionali di una 1911 moderna

di Paolo Tagini
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Sicuramente con una mossa a sorpresa, nel 2009 la Remington, storica azienda USA che è quasi sinonimo di arma lunga, annunciò la produzione di una pistola semiauto tipo 1911 in calibro 45 ACP. Uscita sul mercato l'anno successivo, quest'arma ha dato dei buoni risultati di vendita, tanto che ha indotto i responsabili della Remington a lanciarne altre versioni negli anni successivi: la Enhanced, un allestimento in chiave sportiva, la Stainless, d'acciaio inossidabile, e la Centennial, celebrativa del secolo trascorso dall'adozione da parte dell'esercito USA della pistola semiauto calibro .45 ACP progettata da John Moses Browning. La famiglia R1 si è ulteriormente allargata e in queste pagine presentiamo il più recente modello, chiamato Carry, che come i confratelli è camerato per il calibro .45 ACP.

continua la lettura a pag. 24 N. 36/2015

È lei la più bella?

Nel mondo degli appassionati delle Luger si discute spesso su quale modello sia considerato il più appetibile. La 1900/1906 prodotta dalla DWM per la Svizzera s'inserisce d'autorità in questo platonico contesto

di Paolo G. Motta
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Il 9 gennaio 1906 la Svizzera adottava ufficialmente una nuova pistola d'ordinanza: la Parabellum calibro 7,65 Parabellum prodotta dalla ditta tedesca DWM di Berlino. La storia della pistola progettata da Georg Luger è intimamente legata alla Confederazione elvetica: infatti questo stato la aveva già adottata nel 1900, dopo test estensivi, nella variante nota come Parabellum 00. Cinquemila pezzi erano già stati consegnati agli svizzeri, i quali erano soddisfattissimi della pistola: Berna ordinò quindi alla DWM altre diecimila pistole circa da consegnarsi entro un periodo di otto anni. La Casa tedesca, proprio a cavallo del 1906, aveva introdotto delle modifiche al modello 00, consistenti principalmente nella sostituzione della molla a lamina dell'otturatore con una più robusta molla del tipo a spirale. Anche il percussore e l'otturatore erano stati modificati, così come il grilletto. Fu anche abolito il congegno anti-rimbalzo dell'otturatore, ritenuto inutile.

continua la lettura a pag. 54 N. 35/2014

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