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Classici

Spettacolo e realtà

La serie tv CRIMINAL MINDS ha mostrato, ormai da più di un decennio, come vengono fatti i profili dei serial killer. Ma è davvero così?

di Cristina Brondoni

Nel numero 68 di A&B ci si è soffermati sui serial killer, fra i quali il Mostro di Firenze che, tra il 1968 e il 1985, uccise sedici persone in otto duplici omicidi. Un contributo, seppure inascoltato, al caso venne dato dal profilo stilato nel 1989 dagli agenti dell’unità di analisi comportamentale di Quantico. Per l’FBI il Mostro era solo uno, viveva o lavorava nella zona degli omicidi e aveva problemi relazionali

continua la lettura a pag. 110 N. 70/2017

I rischi del mestiere

Ogni lavoro, è risaputo, ha i suoi rischi più o meno gravi ma non dovrebbe presentare pericoli che potrebbero portare a gravi conseguenze nella propria vita.
Il settore della vigilanza privata espone le guardie giurate a rischi piuttosto elevati per due semplici fattori, ovvero il trasporto di denaro contante e/o valori e l’utilizzo delle armi in servizio.
Seguo la cronaca nazionale del settore da oltre dieci anni e dalle notizie pubblicate e dallo scambio di opinioni con i colleghi si evince che il rischio maggiore per gli addetti è il trasporto valori, ramo del settore poco tutelato che espone le guardie giurate ad assalti con conseguenze più o meno gravi. La cronaca riporta diversi assalti a furgoni blindati dove le guardie sono state vittime di conflitti a fuoco o ferite in seguito a colluttazione con i rapinatori.
Altra causa di “infortuni sul lavoro” sono gli incidenti stradali: le pattuglie notturne macinano centinaia di chilometri al buio ed è all’ordine del giorno che capiti un incidente con la vettura, magari per una distrazione, oppure per un colpo di sonno o per fattori dovuti a terzi.
Ho riportato spesso anche articoli di colleghi che si sono sparati involontariamente mentre pulivano l’arma o anche casi in cui sono state ferite persone vicine.
Altro fattore pericoloso è l’apertura/chiusura dei cancelli dei passi carrai utilizzati dalle guardie giurate durante i controlli di routine. Qualche anno fa un collega è morto mentre chiudeva un cancello perché lo stesso gli è caduto addosso.
Ci sono colleghi che svolgono servizi antirapina davanti alle banche o alle gioiellerie: ne consegue che sono esposti a un rischio abbastanza elevato.
Non dimentichiamo l’esposizione prolungata al lavoro notturno: i turnisti soffrono infatti di disturbi del ciclo sonno-veglia, che alimentano il rischio di incidentalità sul lavoro con ripercussioni negative a livello familiare e sociale e con un possibile deterioramento, anche grave, delle condizioni di salute.
Nell’elenco dei vari pericoli o rischi del mestiere aggiungo anche quello di aggressione per tentativo di sottrazione dell’arma e il rischio di aggressioni nei servizi pubblici, come treni e autobus.
Naturalmente il grado di preparazione al fine di evitare i rischi maggiori è sempre molto basso, per le motivazioni di cui ho scritto in vari precedenti articoli.

Per qualsiasi informazione o chiarimento potete inviare una mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Mele marce e Grande Mela

Gli anni Settanta e i primi anni Ottanta hanno regalato alla cinematografia pellicole dalle atmosfere cupe, intrise di violenza e odio. Ne abbiamo scelte cinque che hanno come sfondo la città di New York, che di volta in volta offre il palcoscenico a narrazioni molto diverse tra loro eppure con un unico filo conduttore: la città stessa e i suoi abitanti. Tralasciando gli aspetti prettamente filmici, analizziamo cinque pellicole e le relative armi messe in mano ai protagonisti

di Cristina Brondoni

Era il 1973 quando venne proiettato per la prima volta nelle sale statunitensi SERPICO con protagonista Al Pacino. Basato sulla biografia di Frank Serpico e diretto dal regista Sidney Lumet, il film è ambientato a New York e ripercorre le tappe salienti della carriera del poliziotto assegnato all’81° distretto di polizia e della sua strenua lotta contro la corruzione che sembra regnare tra tutti i suoi colleghi.

continua la lettura a pag. 110 N. 69/2017

Il punto della situazione per la vigilanza privata

Un altro anno volge al termine e per le guardie giurate italiane la situazione è tutt’altro che rosea: diversi punti da rivedere in tutto il settore e situazioni arenate ormai da tempo. Qualcuno spera ancora, qualcuno ci rinuncia e cambia lavoro, altri rimangono fermi ad aspettare.
Vediamo nel dettaglio cosa ha caratterizzato il settore della vigilanza privata negli ultimi mesi.
In primo piano abbiamo il contratto collettivo nazionale scaduto ormai da qualche anno; l’ultimo incontro si è tenuto a Roma lo scorso 10 luglio. Nel corso del confronto le parti sindacali hanno presentato alle controparti datoriali una nuova proposta di contratto dettagliato riguardante la sfera applicativa e la validità del CCNL. Contiene alcune modifiche rispetto al testo predisposto dalle delegazioni datoriali, consegnato alle organizzazioni sindacali nel precedente incontro. Le parti sociali hanno poi iniziato la discussione e gli approfondimenti relativi alla disciplina del “cambio appalto”: sul punto l’Assiv (Associazione degli Istituti di Vigilanza) ha ribadito che la nuova disciplina non potrà non tenere conto delle recenti modifiche introdotte all’art. 29 del Decreto Legislativo n. 276/2003.
Si attendono così i risultati dell’incontro tenutosi nella prima metà del mese di settembre.

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Mostri armati

Nell’immaginario collettivo il serial killer uccide con metodi e armi non convenzionali, magari prediligendo la tortura. Ma alcuni non hanno disdegnato le armi da fuoco

di Cristina Brondoni
www.tutticrimini.com

La vicenda del Mostro di Firenze, in questo fine luglio mentre scrivo, sta tornando prepotentemente sulle prime pagine dei giornali: Giampiero Vigilanti, 86enne di Prato, è indagato per aver preso parte ai delitti che insanguinarono le colline toscane tra il 1968 e il 1985.
Vigilanti è un ex legionario, arruolato nella Légion Etrangère nel 1952, per nove anni, combatté qui e là, compreso il Vietnam.

continua la lettura a pag. 104 N. 68/2017

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