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Classici

Furgoni portavalori, bersaglio mirato!

Ogni qualvolta sento parlare al telegiornale di assalti a furgoni portavalori mi fermo inevitabilmente a riflettere sull’impatto mediatico che hanno queste notizie sulla popolazione. Cosa pensa la gente quando sente che sono stati rubati svariati milioni di euro da un furgone blindato o che c’è stato un conflitto a fuoco? Da diversi anni seguo la cronaca a livello nazionale per quello che concerne la vigilanza privata e sono innumerevoli i casi di cronaca che vedono coinvolti i furgoni portavalori, molte volte con annessa sparatoria e guardie giurate ferite.
Per chi è già nel settore notizie del genere provocano sempre lo stesso effetto e il primo pensiero generato è che la stessa situazione potrebbe capitare a ognuno di noi ogni qualvolta saliamo su un blindato e chissà cosa potrebbe succedere, che reazione avrebbero i colleghi e se la sera saremo a casa a raccontare quanto accaduto o meno.
Un attacco al portavalori non è equiparabile a una semplice rapina a mano armata, un furto in un’azienda o del ladruncolo in casa bensì si tratta di veri e propri commandos armati che improvvisano in pochi minuti azioni militari con piani strategici studiati, arrivando anche a bloccare tratti interi di autostrada portando via bottini ingenti. Si parla sempre di otto, dieci persone, armate fino ai denti, nella maggior parte dei casi con fucili d’assalto AK47 e dall'altra parte due, forse tre guardie giurate, armate con una 9x21 o se va bene una .44 Magnum, piccole armi insignificanti e che nulla possono contro la potenza di fuoco di quelle nemiche.
Nei soli primi due mesi del 2018 ci sono stati ben sette assalti a furgoni blindati!

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OSCAR PISTORIUS E L’OMICIDIO DI REEVA STEENKAMP

La condanna a sei anni di carcere inflitta all’atleta paraolimpico Oscar Pistorius per aver ucciso la fidanzata era sembrata lieve un po’ a tutti. E infatti, il ricorso dell’accusa ha inasprito la pena a tredici anni trasformando il capo di imputazione da omicidio colposo aggravato a omicidio volontario senza aggravanti.

di Cristina Brondoni

La sentenza è stata pronunciata il 24 novembre al tribunale di Pretoria, ma Pistorius non era presente in aula. I fatti risalgono al 14 febbraio 2013 quando Oscar Pistorius viene arrestato con l’accusa di aver sparato, uccidendola, alla fidanzata Reeva Steenkamp. Da subito la dinamica dell’evento omicidario non è chiara: Pistorius dichiara di aver sparato convinto che nella sua casa di Pretoria ci fosse un intruso, un ladro.

continua la lettura a pag. 114 N. 73/2018

Un diamante è per sempre?

Nel giorno più romantico dell’anno molti scelgono di scambiarsi dei doni e giurarsi amore eterno. Abbiamo declinato la festa alla maniera di ARMI & BALISTICA

di Cristina Brondoni

L’idea era quella di fare uno “speciale san Valentino”, ma quando si parla e si scrive di armi e crimine, di solito il primo pensiero va al tristemente noto “massacro di san Valentino” che risale al 14 febbraio 1929 e fu orchestrato dal boss mafioso Al Capone per ottenere il dominio della città di Chicago. Esecutore materiale dei sei omicidi (di membri della gang rivale), con altri quattro uomini al seguito, fu Sam Giancana, luogotenente e autista di Al Capone

continua la lettura a pag. 110 N. 73/2018

Dal primo caso in poi

Stabilire chi ha sparato a chi è fondamentale: diversamente non saremmo in grado di punire il colpevole rendendo giustizia alle vittime

di Cristina Brondoni

La necessità di stabilire le responsabilità di un omicidio sono vecchie quasi quanto il mondo. Nel codice di Hammurabi (sovrano di Babilonia dal 1792 al 1750 a.C.) sono previste pene per i medici che sbagliano le diagnosi (a tutti gli effetti, quindi, si parla di responsabilità medica). Nel 415 a.C. Ippocrate scrive a proposito delle caratteristiche che presentano le ferite mortali. Sempre in Grecia, dopo il suicidio di Socrate con la cicuta, nel 399 a.C. si gettano le basi per la tossicologia forense con scritti e trattati sui veleni.

continua la lettura a pag. 106 N. 71/2017

Nei nostri sogni

Molti ragazzi degli anni '60 e '70 conobbero le armi attraverso gli episodi del fumetto Kriminal disegnati da Magnus, grande artista con un certo interesse per pistole, revolver e fucili

di Paolo Tagini

Fra l'agosto del 1964 e il novembre del 1974 uscirono nelle edicole italiane i 419 numeri di Kriminal, albo a fumetti pubblicato dall'Editoriale Corno di Milano. Il personaggio di Kriminal nacque dalla genialità di Max Bunker, alias Luciano Secchi, scrittore e sceneggiatore di grande levatura, ma chi gli diede forma furono la matita e le chine di Magnus, alias Roberto Raviola (1939-1996).

continua la lettura a pag. 96 N. 71/2017

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