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Classici

Il punto della situazione per la vigilanza privata

Un altro anno volge al termine e per le guardie giurate italiane la situazione è tutt’altro che rosea: diversi punti da rivedere in tutto il settore e situazioni arenate ormai da tempo. Qualcuno spera ancora, qualcuno ci rinuncia e cambia lavoro, altri rimangono fermi ad aspettare.
Vediamo nel dettaglio cosa ha caratterizzato il settore della vigilanza privata negli ultimi mesi.
In primo piano abbiamo il contratto collettivo nazionale scaduto ormai da qualche anno; l’ultimo incontro si è tenuto a Roma lo scorso 10 luglio. Nel corso del confronto le parti sindacali hanno presentato alle controparti datoriali una nuova proposta di contratto dettagliato riguardante la sfera applicativa e la validità del CCNL. Contiene alcune modifiche rispetto al testo predisposto dalle delegazioni datoriali, consegnato alle organizzazioni sindacali nel precedente incontro. Le parti sociali hanno poi iniziato la discussione e gli approfondimenti relativi alla disciplina del “cambio appalto”: sul punto l’Assiv (Associazione degli Istituti di Vigilanza) ha ribadito che la nuova disciplina non potrà non tenere conto delle recenti modifiche introdotte all’art. 29 del Decreto Legislativo n. 276/2003.
Si attendono così i risultati dell’incontro tenutosi nella prima metà del mese di settembre.

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Mostri armati

Nell’immaginario collettivo il serial killer uccide con metodi e armi non convenzionali, magari prediligendo la tortura. Ma alcuni non hanno disdegnato le armi da fuoco

di Cristina Brondoni
www.tutticrimini.com

La vicenda del Mostro di Firenze, in questo fine luglio mentre scrivo, sta tornando prepotentemente sulle prime pagine dei giornali: Giampiero Vigilanti, 86enne di Prato, è indagato per aver preso parte ai delitti che insanguinarono le colline toscane tra il 1968 e il 1985.
Vigilanti è un ex legionario, arruolato nella Légion Etrangère nel 1952, per nove anni, combatté qui e là, compreso il Vietnam.

continua la lettura a pag. 104 N. 68/2017

Per un pugno di fan

Il vlogger Pedro Ruiz III, per accrescere il numero di follower del suo canale YouTube, non ha esitato a farsi sparare dalla fidanzata certo che tutto sarebbe andato per il verso giusto. Purtroppo per lui, aveva torto

di Cristina Brondoni
www.tutticrimini.com

Più fan. Questo il motivo per cui una coppia di fidanzati del Minnesota (USA) ha deciso di girare un video più pericoloso del solito per il loro canale YouTube The Monalisa. Monalisa Perez, 19 anni, ha sparato, uccidendolo, al suo fidanzato Pedro Ruiz III, 22 anni, mentre lui reggeva un libro in mano. Nella loro intenzione il libro avrebbe dovuto fermare il proiettile. Ma qualcosa evidentemente è andato storto e il proiettile ha passato il libro andando a colpire Pedro al petto uccidendolo.

continua la lettura a pag. 88 N. 67/2017

Eccesso di zelo

La totale mancanza di umanità del gesto di quegli assassini che tentano di inscenare un suicidio viene rispecchiata nella pulizia della scena del crimine e nella precisione del racconto. Avremo quindi assassini con camicie bianche intonse, capelli appena lavati e racconti puntuali degli spostamenti

di Cristina Brondoni
www.tutticrimini.com

Nella maggior parte dei casi un suicidio è un suicidio. Nella maggior parte dei casi, però, significa che ci sono suicidi che, in realtà, sono omicidi. La narrativa, il cinema e la Tv raccontano al pubblico proprio quella piccola percentuale di casi in cui qualcuno ha voluto far passare l’omicidio appena commesso, e di solito a lungo pianificato, per un suicidio.

continua la lettura a pag. 104 N. 66/2017

Più che un marchio

I segni grafici e alfanumerici che compaiono sulle armi da fuoco possono essere un vero e proprio libro aperto sulla loro storia: in queste pagine ne esaminiamo qualche caso fra i più ricorrenti

di Paolo Tagini
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Le scritte che compaiono sulle armi sono da sempre una caratteristica che permette di ottenere alcune informazioni sulla loro nascita e sulla loro vita. Come gli appassionati e i collezionisti di argenti antichi riescono a identificare, a datare e magari anche a determinare l'origine di un vaso o di un monile grazie a un punzone, così nelle armi da fuoco è possibile scoprire molte cose dall'accurata ispezione dei segni che l'uomo ha impresso su un'arma nel corso della sua costruzione, ma anche successivamente.

continua la lettura a pag. 96 N. 66/2017

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