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Classici

L’autoveicolo come riparo

Gli autoveicoli costituiscono una costante nell’ambiente urbano perché le nostre strade ne sono affollate. Un confronto armato che abbia luogo all’esterno può avere come contorno l’autovettura, anzi può essere incentrato su di essa, sia quando ne siamo all’interno – in sosta, oppure in movimento – sia quando siamo nelle vicinanze della stessa

di Tony Zanti
CLET (Certified Law Enforcement Trainer)
BCETS (Board Certified Expert in Traumatic Stress)

GENERALITÀ
Dato l’alto numero di autoveicoli presenti sul territorio, è probabile che l’autovettura possa essere utilizzata come riparo. A questo proposito, è bene ricordare le principali caratteristiche dell’utilizzo del riparo, con riferimento alle peculiarità insite nell’autoveicolo.

continua la lettura a pag. 84 n. 65/2017

Cherchez la femme

Da Monica Vitti a Uma Thurman, nei film non sono mancati personaggi femminili caratterizzati proprio dall'uso (disinvolto) di un'arma corta

di Cristina Brondoni
www.tutticrimini.com

Al poligono, ogni tanto capita che qualche uomo alzi un sopracciglio di disapprovazione e scherno quando mi presento. Si tratta di pochi intimi, naturalmente, che sono ancora convinti che le donne farebbero meglio a stare a casa a badare ai figli e a fare la maglia. Ma purtroppo, ancora c’è qualcuno così.
Probabilmente quelli che alzano il sopracciglio e vorrebbero le donne al loro posto, ovvero accanto al focolare, sono gli stessi che alla sera si trastullano con film come KILL BILL in cui una portentosa e piuttosto incazzata Uma Thurman non le manda a dire.

continua la lettura a pag. 104 N. 64/2017

IL TIRO DAL RIPARO

PARTE I
DI TONY ZANTI
CLET (CERTIFIED LAW ENFORCEMENT TRAINER)
BCETS (BOARD CERTIFIED EXPERT IN TRAUMATIC STRESS)

NECESSITÀ DELL’UTILIZZO DEL RIPARO
L'operatore effettua il Tiro dal Riparo allo scopo di rendere se stesso un bersaglio difficile, ed è preferibile perché così espone soltanto una parte del suo corpo al fuoco dell'aggressore. Il tiro dal riparo deve avvenire innanzitutto da dietro una struttura che assorba oppure defletta verso l’esterno i proiettili indirizzati verso l’operatore. Il riparo costituisce il modo migliore per proteggersi dai colpi d'arma da fuoco. Da esso l’operatore può dirigere un tiro preciso contro l'avversario, con rischi minori per la propria incolumità fisica.

continua la lettura a pag. 88 N. 64/2017

BPA e colpi d’arma da fuoco

Nei numeri precedenti della rivista abbiamo parlato del Bloodstain Pattern Analysis, delle gocce di sangue, delle loro caratteristiche generali, delle forme e delle dimensioni che esse assumono in funzione dei meccanismi e delle forze che le generano e le governano. Tra tutte queste tracce, quelle prodotte da un meccanismo da impatto e, tra queste, quelle derivanti dallo sparo di un’arma da fuoco ma anche da esplosioni o da strumenti/macchinari in grado di roteare ad alta velocità, assumono una particolare rilevanza ai fini investigativi.
Si tratta di tracce prodotte da forze di rilevante intensità (alta velocità), che riescono a proiettare il sangue anche oltre i 30 metri al secondo. In taluni casi, l’energia trasferita al sangue è talmente elevata che subisce una sorta di “nebulizzazione” con gran parte delle tracce che evidenziano dimensioni inferiori ad 1 mm, anche se sono generalmente accompagnate da gocce più grandi o da materiale organico proiettato in seguito alla lesione. Nel caso delle armi da fuoco, inoltre, se l'esplosione del colpo, oltre al foro di entrata, produce anche un foro di uscita, si formano due tipi di effetti: il back spatter, consiste nell’effetto prodotto dalle goccioline di sangue che fuoriescono dal foro d’ingresso e vengono proiettate all’indietro, nella direzione opposta al proiettile che ha causato la lesione: le dimensioni delle gocce sono maggiori rispetto a quelle prodotte dal forward spatter, ma sempre inferiori al mm; il forward spatter è invece associato al foro di uscita ed è prodotto dalle goccioline di sangue che viaggiano nella stessa direzione del proiettile. Quando è presente, esso è generalmente maggiore, in termini di quantità delle tracce, rispetto al back spatter ed esibisce una distribuzione più regolare ed un effetto “spray” che risulta molto utile per ricostruire la posizione della vittima al momento dello sparo.

Leggi tutto...

Hit Parade

A tutti noi è capitato di guardare film, al cinema e in Tv, in cui i protagonisti usano le armi. In questa rubrica spesso si è parlato degli errori, tipo sparare trenta volte con un’arma che ha un caricatore da quindici cartucce, o del tipo di arma. Ma quali sono le armi più viste al cinema?

di Cristina Brondoni
www.tutticrimini.com

Una delle più riconoscibili è l’arma lunga, i fucili a due canne calibro 12 infatti sono quelli che vanno per la maggiore anche se di modelli ce ne sono moltissimi: sembrano essere i prediletti dell’industria cinematografica tanto è vero che si sono visti in centinaia di film. Il più vecchio film in cui compare un fucile calibro 12 è TARZAN DELLE SCIMMIE del 1918, nel 1925 lo si è visto in LA CORSA ALL’ORO con Charlie Chaplin (che lo regge in maniera un po’ insicura).

continua la lettura a pag. 104 N. 63/2017

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